RECENSIONE DOCUMENTARIA: “Lo and Behold, Reveries of the Connected World”

“LO E BEHOLD, REVERIES DEL MONDO CONNESSO” – 4 STELLE

Lascialo al famoso regista Werner Herzog per colpirti con un buffet di spunti di riflessione. Le sue riflessioni sulle origini di Internet e le sue crescenti ramificazioni, sia positive che negative, su questo mondo moderno sono severamente servite nel suo nuovo documentario “Lo and Behold, Reveries of the Connected World”. Scintillando un minuto e facendo riflettere sull’altro, questo la visione del film è obbligatoria per chiunque abbia visto fino a che punto siamo arrivati ​​con la connettività e si chiede timidamente quanto in alto questo Icaro della tecnologia possa volare verso il Sole prima che si sciolga e si schianti sulla Terra.

Distribuito in dieci capitoli attentamente curati, Herzog racconta cronache distintive e non lineari in ogni sequenza. Il film inizia all’Università della California, dove la prima parvenza di Internet è iniziata nel 1969 tra i programmatori lì e a Stanford. L’umile stanza in cui operavano i primi computer collegati è ora un piccolo santuario della storia. Il film procede rapidamente fino ai giorni nostri, dove studenti e professori della Carnegie-Mellon University stanno progettando e creando auto autonome abilitate al wireless e rapporti sulle partite di calcio. I primi due capitoli mostrano un futuro fiorente con un balzo dai suoi inizi al suo presente in continuo movimento.

Dopo il secondo capitolo, i capitoli dal terzo al sesto rimuovono la bellezza e mostrano un’oscurità poco vista che arriva con così tante corse su Internet. Il giubilo della meraviglia inizia a essere offuscato intenzionalmente e messo in discussione da piccole storie della realtà che delineano gli effetti dannosi di Internet e del suo campo di applicazione. Veniamo a conoscenza dell’illegalità di Internet attraverso una famiglia afflitta da una grave appropriazione indebita di diritto alla privacy, assistiamo a malattie mediche non comuni come la dipendenza da giochi e la sovraesposizione alle radiazioni e intervistiamo il noto hacker Kevin Mitnick. Infine da questa serie tematica, usando come esempio il microcosmo dell’uragano Sandy, gli astronomi chiave spiegano come sia una questione se, non quando, i bagliori solari del Sole o altri disastri naturali abbiano il potenziale di spazzare via i circuiti di rete del pianeta il nostro mondo preziosamente connesso.

Questi capitoli sono segmenti netti che si basano l’uno sull’altro e non sopravvivono mai alla loro accoglienza. Colpiscono duramente e trasmettono messaggi forti, come un duro colpo alla nostra coscienza, uno che stavamo arrivando. Ringrazia Herzog per esserti immerso in profondità e aver investito l’attenzione personale in questo documentario simile a un saggio. Il regista segue la sua ardua sezione centrale con la fine di quattro capitoli puntati verso un futuro ambizioso che è a conoscenza delle precauzioni mostrate in precedenza. Elon Musk e il suo progetto Space X sono profilati, oltre ad esempi di tweet su monaci buddisti, robotica salvavita e altri nuovi prodotti che attingono alla più specifica personalizzazione umana.

“Lo and Behold, Reveries of the Connected World” è un documentario avvincente che colpisce i suoi punti e stimola una profonda riflessione personale, proprio come dovrebbe fare un eccellente documentario. Solleva giustamente l’antenna e invade le tue paure, specialmente per gli adulti che ricordano con affetto il nostro tempo e la nostra società prima dell’avvento di Internet. Come sforzo collettivo, il film di Herzog offre un appello appropriato alla temperanza da abbinare al nostro divertimento e ottimismo mentre viviamo in un mondo vicino alla crescita e al potenziale apparentemente infiniti di questa tecnologia. Per la comunità dell’istruzione, questo potrebbe essere un documentario che vedrai nelle scuole superiori e nelle università per molto tempo.

LEZIONE # 1: LA TECNOLOGIA NASCE DALL’AMBITO UMANO – Ogni singola invenzione umana, dallo strumento più semplice al dispositivo più complesso, proviene dall’ambizione umana di fare qualcosa che non può fare naturalmente. Ogni frammento di codice, il design di ogni circuito e ogni nuova invenzione derivano dal pensiero umano e dalla creatività. C’è una bellezza in ciò, ma una che sarà sempre imperfetta (vedi la prossima lezione).

LEZIONE # 2: LE PERSONE SONO L’ELEMENTO PIÙ BELLO DELLA TECNOLOGIA – Indipendentemente dall’efficienza di un particolare strumento, invenzione o creazione tecnologica, è ancora creato e gestito da umani capaci di farlo. Lascia che la storia di Kevin Mitnick evidenzi maggiormente questa lezione. Abbiamo raggiunto un punto in cui la tecnologia può pensare e risolvere più velocemente delle nostre menti. Gli errori tecnici sono un’illusione. Dall’intelligenza artificiale al cellulare più recente, qualsiasi violazione o difetto potenzialmente catastrofico proviene da un errore umano.

LEZIONE # 3: ABBRACCIA IL POTENZIALE CON ATTENZIONE – Va benissimo far risuonare con te le porzioni oscure di “Lo and Behold”. Deve. La società non potrà mai mettersi al passo con il governo della necessaria responsabilità, sicurezza o protezione della portata della tecnologia in così tanti elementi della nostra vita quotidiana. Ciò significa che ogni persona deve essere responsabile dell’uso della nostra connettività e dovrebbe usarla con cautela. Devi filtrarti e controllare la tua dipendenza. Non puoi aspettare che la società lo faccia per te.